sabato 31 marzo 2012

MON ONCLE.

 Mon oncle Hulot m'apparissait, lorsque j'étais enfant, comme un personnage à la fois proche et lontain, indifférent et chaleureux. C'est difficile à expliquer, je le sens bien. J'essaierai peu à peu de me faire comprendre. Peut-etre ai-je gardé de mon oncle une image inexacte, peut-etre n'était-il pas tout ce que croyais. C'est possible. Je ne le saurais jamais. Mais je veux parler comme si j'avais encore huit ans.
 Il était donc de haute taille et très raide. Il marchait à pas saccadés, légèrement penché en avant et saluait à tout propos. A cette minute meme, je le revois tout à coup, faisant son marché sur la petite place, la pipe en l'air. Il tient à la main un sac noir d'où sort la gueule aux dents pointues d'un brochet. Cette gueule terrible irrite les roquets, sous les étalages, et pendants ce temps, sous les pas de mon oncle, s'accumulent les incidents qui faisaient avant tout le charme de sa compagnie.
 Il était poursuivi d'une sorte de fatalité qui le jetait dans tous les ennuis. Il ne manquait aucune gaffe, aucune maladresse, mais à la façon qu'il avait d'accepter les coups du sort, impassible, impénétrable, sans souciller, sans protester, je me demandais quelquefois s'il ne provoquait pas à dessein l'incident.
( de "Mon Oncle", Jean Claude Carriére)



venerdì 30 marzo 2012

Un dolce e prezioso regalo di Nonna Peonia..







"NINFE, CH'I BEI CRIN D'ORO
SCIOGLIETE LIETE A LO SCHERZAR DEI VENTI,
A VOI CH'ALMO TESORO
DENTRO CHIUDETE A' BEI RUBINI ARDENTI,
E VOI, CH'A L'ALBA IN CIEL TOGLIETE I VANTI,
TUTTE VENITE, O PASTORELLE AMANTI..."
(Ottavio Rinucci,1562-1621"

giovedì 29 marzo 2012

Verso sera le piccole gioie del mio cuore...

UN ANGELO ADDORMENTATO TRA I PETALI DEL CILIEGIO CHE STA SFIORENDO.
Non so ballare sulle punte -
nessuno mi istruì-
ma spesso,dentro la testa,
una tale gioia mi possiede,

che se avessi nozioni di balletto -
mi esprimerei in piroette
da far impallidire una troupe -
e ammattire una prima donna,

e anche se non ho gonna di tulle -
o riccioli nei capelli,
nè saltello per il pubblico - come un uccellino,
le zampette contro l'aria,

nè tuffo il corpo in palle di piuma, 
nè scorro su ruote di neve
fino a uscire di scena fra gli applausi
e le richieste di bis del pubblico -

e nessuno sa che so quest'arte
che cito - agile -qui -
e nessun manifesto mi vanta -
è tutto esaurito come all'Opera.
(emily dickinson,326)


mercoledì 28 marzo 2012

Le spine e il germoglio.

La molteplicità e l'urgenza delle incombenze quotidiane
tendono a dividere l'uomo,
a sommergerlo nelle preoccupazioni
e a stordirlo con mille sensazioni diverse.
Così come le spine tendono a soffocare il germoglio.
(Carlo Maria Martini- introduzione a "Eremiti",Espedita Fisher,ed. Castelvecchi)



martedì 27 marzo 2012

C'est moi!



Natura è tutto quello che sappiamo
senza avere la capacità di dirlo
tanto impotente è la nostra sapienza
a confronto della sua semplicità.
(emily dickinson)

domenica 25 marzo 2012

LA MIA PAISIBLE.

IL CARTELLO PER IL MIO LUOGO DI PACE...



...ANCORA LO SPLENDORE DEL CILIEGIO IN FIORE.
L’attrice inglese Audrey Hepburn (Ixelles 1929– Tolochenaz 1993) ha risieduto per più di 30 anni a Tolochenaz sopra al Lago di Ginevra. Ha vissuto a La Paisible, una proprietà di 16'000 m2, con i suoi due bambini ed il compagno,l’attore olandese Robert Wolders. Ancora oggi questa proprietà privata non è aperta alle visite. 
LA "VERA" PAISIBLE.
Paisible significa "la pacifica" e si intende con questo termine identificare un rifugio tranquillo da tutte le complicazioni della vita.
Credo che ognuno di noi abbia da qualche parte la sua Paisible.
La mia è piccolina.
Non ha vasti terreni attorno, ma la Natura si esprime comunque gioiosamente sul terrazzo.
Non ha un viale di rose allestito da Givenchy, ma molte sono comunque le rose e le aveva piantate mio nonno, che era un gentleman della levatura di Hubert.
Non ho un giardiniere.
Attorno purtroppo il silenzio è spesso interrotto dalla maleducazione altrui.
Ma è la mia Paisible.
Per questo ci ho fatto anche un cartello.
Magari ne creerò un giorno uno più "ortodosso".
Ma che tutti già da ora sappiamo che qui la mia pace non dev'essere intaccata.


sabato 24 marzo 2012

Sakura.


il mio ciliegio giapponese

La notte di primavera e’ finita.
Sui ciliegi
sorge l’alba.
(Basho)


Sakura  (ciliegio giapponese) 
La complessa moltitudine dei significati nipponici è collegata alla precarietà dei fiori di ciliegio quale metafora della durata effimera per natura e della mortalità umana. Proprio in questa accezione si riflette l’esistenza del samurai nell'iconografia classica: rappresentato nella grandiosità della sua figura con indosso l’armatura – di estrema bellezza come un fiore di ciliegio – di colpo può tuttavia essere stroncato dal nemico magari soltanto con un colpo di spada. La vita da guerriero conclusa così precocemente, ma con onore, rimanda ai petali che cadono a terra durante un temporale improvviso come gocce di sangue che, secondo una leggenda nipponica, avrebbero colorato in rosa tenue la fioritura di ciliegio degli alberi ai piedi dei quali venivano seppelliti, per tradizione, i corpi dei samurai. Esclusivamente a queste guardie imperiali era riservato il tatuaggio dei fiori dei ciliegi, rimasto in seguito a simbolo di tutte le arti marziali. 

venerdì 23 marzo 2012

Perchè continuare a sperare.

Per noi non c'è nulla che possa rimpiazzare l'assenza di una persona cara, nè è cosa questa che dobbiamo tentare di fare; è un fatto che bisogna semplicemente sopportare e davanti al quale bisogna tener duro; a prima vista sembra difficile, mentre è anche una grande consolazione; perchè, restando effettivamente aperto il vuoto, si resta anche reciprocamente legati da esso.
Si sbaglia quando si dice che Dio riempia il vuoto; non lo riempie affatto, anzi lo mantiene appunto aperto e ci aiuta in questo modo a conservare la comunione tra di noi - sia pure nel dolore.
Portiamo allora dentro di noi la bellezza del passato non come una spina, ma come un dono prezioso.

(D.Bonhoeffer)



giovedì 22 marzo 2012

Besoin pour la simplicité...

Ho bisogno di semplificare la mia vita.
Ho bisogno di tempo per perdere tempo.
Ho bisogno di leggerezza.
Ho bisogno di silenzio.
Ho bisogno di questo blog
solo di questo...
...per avere un posto in cui condividere
...per raccontarmi un po'
...per archiviare i ricordi
...per capire qualcosa di me.
Ho chiuso gli altri due blog.
Mi è rimasta questa stanza.
Bianca.
Leggera. 
Ariosa.
Mi è rimasta la voglia di scrivere "la mia lettera al mondo".
Mi è rimasta la primavera.
Encore une fois.


lunedì 19 marzo 2012

Una cosa sopra ogni altra.

"La mamma credeva in una cosa sopra ogni altra:
credeva nell'Amore.
Credeva che l'Amore fosse in grado di curare,
aggiustare, ricucire
e portare tutto a un lieto fine...
e così è stato":
(Sean Hepburn Ferrer)


sabato 17 marzo 2012

CHANEL...BON TON...SO STRONG!


Lo so che sono già state presentate le collezioni per la prossima stagione, ma dal momento che è ADESSO che noi signore ci attiviamo per il rinnovo del guardaroba mi pare giusto avere degli spunti dai grandi maestri della moda. In particolare questa collezione offre la possibilità di adattare capi classici e lineari a un mood moderno, un po' rock, ma sempre "pulito" e romantico.
Da notare la giacca verde pastello....abbinata col rosa...come un ciliegio in fiore!


venerdì 16 marzo 2012

LES MERVEILLEUSES.








L'azienda Ladurée è passata alla creazione di una linea trucco.
Una cinquantina tra fard, rossetti e ciprie in custodie che sembrano uscite dalle bacheche di un museo.
La tavolozza cromatica è la stessa dei dolci.
Esce in esclusiva a Tokyo.
Per l'Europa si dovrà attendere l'autunno.
Io già li amo!

mercoledì 14 marzo 2012

QUANDO SENTO IL MERLO CANTARE.

IL CANTO DEL MERLO
CHE MI RISVEGLIA AL MATTINO E 
M'ACCOMPAGNA LA SERA
E' PER ME
FONTE DI INTENSA GIOIA
PERCHE' ANCHE STAVOLTA
E' PASSATO L'INVERNO
E TORNANO I FIORI
E TORNANO I CILIEGI
E TORNANO I LENTI TRAMONTI
E TUTTO E' IN PACE
PER UN LUNGHISSIMO ATTIMO.


martedì 13 marzo 2012

LE FARFALLE,di Pablo Neruda.


Le farfalle
ballano
velocemente
un ballo
rosso
nero
arancione
verde
azzurro
bianco
granata
giallo
violetto
nell’aria
nei fiori
nel nulla
sempre volanti
consecutive
e remote.


sabato 10 marzo 2012

Roger&Gallet, da IoDonna,3 marzo 2012.

"Fino a sessanta flaconi al mese. Cioè due al giorno. Questo il quantitativo di colonia consumata da Napoleone, secondo quanto riferisce nelle sue memorie Madame di Rémusat (dama di palazzo). Un elisir-pegno d'amore chiesto al profumiere Jean Marie Farina da Giuseppina Beauharnais, prima moglie di Bonaparte. Cosa inventare per l'illustre sposo? Un oggetto che potesse portar con sè dappertutto. Magari nascosto all'interno dello stivale. Nasce così il Rouleau de l'Empereur (una <fiaschetta> per il profumo dalla forma oblunga). E comincia una lunga storia. Quella della maison di profumeria di Jean Marie Farina in rue Saint Honoré a Parigi, rilevata 150 fa (nel 1862) da Armand Roger e Charles Gallet. Il passaparola tra i reali (dalla regina Vittoria alla corte di Spagna) fa sì che la maison Roger&Gallet diventi subito fornitore accreditato delle corti d'Europa. Il primo lancio (1875) della gamma di Eau de Cologne Jean Marie Farina si chiama Extra-Vieille ed è l'evoluzione dell'Aqua Mirabilis, quel distillato di piante medicinali inventato dal mercante Gian Paolo Feminis che se lo era portato dalla Val Vigezzo a Colonia. Ma anche l'abito delle fragranze è all'altezza: infatti i flaconi Art Nouveau sono firmati Lalique e Baccarat. Poi, nel 1979, nasce la celebre saponetta: dalla forma rotonda, viene confezionata nella carta velina plissettata, fabbricata secondo il metodo tradizionale <au chaudron> (cottura in caldaia) e profumata con una tecnica speciale che preserva gli aromi fino alla fine. Il segreto di questo eterno successo? Gli ingredienti rari e naturali, provenienti dai giardini privati più belli del mondo. Per festeggiare il compleanno, il Rouleau de l'Empereur è ora declinato in tre versioni: Jean Marie Farina(melissa, timo, maggiorana, angelica, limone e neroli), Fleur d'Osmanthus(neroli, fiore d'osmanto, scorza di arancia, fava tonka, sandalo e benzoino) e Bois d'Orange(fiore, frutto, foglia e legno d'arancio)."


rouleau de l'empereur

saponetta


giovedì 8 marzo 2012

da "Gli ultimi giorni"di Queneau.

Uno dei bambini si mise a piangere. Un vecchio uscì da una delle case e si trascinò verso una panchina fumando una vecchia pipa. Il padrone del caffè aveva finito lettura e sigaretta e sbadigliava al sole. Due massaie si apostrofavano da un capo all'altro della piazza. Uno straccivendolo si mise a cantare. Un gatto corse da una via all'altra, in diagonale. Gli alberi rinverdivano, perchè quella era la stagione. Un cane pisciò contro uno di essi, dopo averlo ben annusato, indi fece visita a un altro. La donna cantava ora Il tempo delle ciliegie. Tuquedenne si sentì sul punto di piangere e si commosse per l'inesistenza delle cose.