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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2015

di Vulnicura, Leopardi e balene e fine dell'anno

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Tu dormi, che t'accolse agevol sonno Nelle tue chete stanze; e non ti morde Cura nessuna; e già non sai nè pensi Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto. (Leopardi, La sera del dì di festa)

Per Natale mi è stato regalato il nuovo disco di Bjork, che avevo letto essere l'espressione artistica della sua rottura con il marito.
L'immagine in copertina, nonchè il titolo che tanto richiama il "vulnus", la ferita, mi ha immediatamente rimandato a un brano della poesia leopardiana. La piaga aperta in mezzo al petto.

Quest'anno ho visto molti cuori aprirsi e sanguinare, molti si sono confidati con me, nonostante la mia reticenza a invadere gli spazi altrui.
E quanti "vulnera" si sono aperti nel mio cuore per i dolori innocenti a cui ho assistito.
Quanta sofferenza continua ad abitare il mondo!

Così come sempre io mi rifugio, tra le protette pareti della casa...cucio balene a stelle e sogno cuccioli e piccole tenerezze.
Curo il cuore di gattini spaventati e …

mio

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Le cronache familiari narrano di come, quando ero una bambinella tutt'altro che sprovveduta, mi appropriai indebitamente del Gesù bambino del Presepe che le suore dell'asilo avevano allestito. Non brillando inoltre di capacità diplomatiche mi rifiutai di restituire la statuina, che in effetti ancora ora è mia. Da quell'evento nacque la mistificazione del mio carattere tanto volitivo da rasentare la testardaggine. In concreto poche volte questa determinazione si è mostrata...
E quasi sempre fu una necessità di sopravvivenza emotiva a impormela.
Venerdì pomeriggio, mentre mi attardavo tra le file di un magazzino di recuperi fallimentari, mi sono trovata di fronte a questo meraviglioso Babbo Natale con doni, alberello, cerbiatto e vestito di rosa. La fluente barba bianca cosparsa di un velo dorato e la dolce espressione bonaria hanno smosso qualcosa dentro il cuore.
"MIO" ho detto con decisione, con quella tanto proclamata testardaggine . Niente e nessuno mi avrebb…

un giorno di quasi festa e di quasi inverno in riva al mare

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NAZIM HIKMET - Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.